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Presidenza Nazionale

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Intervista ad Alessandro Butticè. di Gino Falleri

Intervista ad Alessandro Butticé, Capo dell’Unità “Portavoce, Comunicazione, Pubbliche Relazioni” dell’Ufficio Europeo per la Lotta alla Frode (OLAF), Commissione Europea, Bruxelles.


L’Unione Europea potrebbe essere assimilata ad un continente non del tutto esplorato.

Quello che avviene a Bruxelles, sede della Commissione e del Parlamento, non sempre fa notizia. Balza agli onori della cronaca quando gli agricoltori o i produttori di latte manifestano nelle forme a loro più congeniali. Per il resto il cittadino medio se non frequenta la Fondazione Dragan, o qualche altra benemerita organizzazione similare o si avvicina all’UGEF, l’unione dei giornalisti europei per il federalismo secondo Altiero Spinelli, non ha grande dimestichezza sui problemi che si affrontano nell’emiciclo del Palazzo Charlesmagne e della sua organizzazione. Bruxelles è lontana, con un clima non di certo paragonabile al nostro, e talvolta le sue decisioni fanno sorridere. Si ricordi come i burocrati europei volevano che fossero prodotte le zucchine. Soprattutto la forma.  Nonostante qualche decisione folcloristica c’è sempre qualcosa che non si conosceva o se ne avevano soltanto sommarie informazioni. Di sommarie informazioni anche sull’OLAF, che già per mettere in chiaro la sigla, il suo significato, ci vorrebbe un crittografo, un “uomo ombra”, come talvolta venivano definiti quegli uomini che sapevano decrittare i messaggi criptici del nemico. L’OLAF è invece una organizzazione che mira a salvaguardare i cittadini dalle frodi, sempre in agguato, ed a scapito dei contribuenti europei.
Per sapere qualcosa di più, che vada oltre la sigla, per il Gus, Gruppo Giornalisti Uffici Stampa che è associato alla Rete dei Comunicatori Anti-Frode dell’OLAF-OAFCN, è stato intervistato Alessandro Butticè, capo ufficio stampa e direttore della comunicazione dell’organizzazione internazionale. Uno dei vincitori della sezione europea del Premio giornalistico l’Addetto Stampa dell’anno, edizione 2009.
D. Qual é il ruolo della rete OAFCN nel sistema dell’informazione?
R. Quello di sensibilizzare i cittadini e i media sulle questioni relative alla protezione degli interessi finanziari dell’Unione Europea e coinvolgerli nel nostro sforzo di prevenzione. Significa anche spiegare come e perché qualsiasi forma di frode perpetrata contro gli interessi finanziari dell’Unione, dall’evasione fiscale nei confronti del bilancio europeo fino all’abuso delle sovvenzioni, comporta perdite reali e imponenti che ledono tutti i contribuenti europei. Informazione come servizio, quindi, per i cittadini. Ma anche informazione come prevenzione della frode. Far sapere che l’antifrode esiste, per scoraggiare potenziali nuovi frodatori.
D. Pensa che il sistema dell’informazione recepisca il messaggio reale diffuso da tale rete?
R. Penso di si. Anche se molte cose devono ancora essere fatte, penso che i risultati cominciano a vedersi molto bene.  Prova é data anche dal fatto che sono diversi gli inviti che ricevo per parlare della rete e delle sue esperienze anche oltre i confini europei. A novembre sarò nel Qatar. L’ho già fatto negli Emirati ed in Marocco. In Paesi, cioè, che forse più dell’Europa hanno bisogno di creare rapporti di fiducia reciproca tra servizi investigativi e stampa. Nel rispetto dei diritti e dei doveri dei giornalisti e di una stampa libera, ma anche di quelli degli investigatori, che dovrebbero essere sempre basati sul rispetto dei diritti umani e degli della legalità.
D. Come giudica l’apporto che il GUS fornisce all’OAFCN?
R. Eccellente. Come eccellenti sono i risultati della collaborazione con la Federazione Internazionale dei Giornalisti, nell’ambito della quale é nata la collaborazione con il GUS, fondata sul protocollo firmato nel 2005.
Mi piace ricordare che quando ho firmato questo protocollo con il segretario generale della IFG, Aidan White, ho detto ai miei colleghi della rete, di farlo per fiducia nella Federazione, ma anche nel suo carisma e nella sua persona. Una fiducia che a quel tempo era fatta all’80% di razionalità, e al 20% di scommessa.
Ma quando scommetto, anche poco, ho ricordato pubblicamente ai colleghi della rete, non mi piace perdere.
È per questo che li ho invitati e convinti a fare assieme a me questa scommessa, firmando il protocollo e cominciando questa collaborazione con le associazioni di giornalisti. Una scommessa utile per il nostro lavoro di investigatori, ma anche per quello dei giornalisti. Una scommessa utile, soprattutto, per tutti i cittadini europei. Una scommessa, della quale anche i nostri rapporti con il GUS fa parte, che per ora abbiamo vinto, facendo vincere soprattutto i cittadini.
D. Nelle motivazioni del premio che le é stato attribuito c'é un riferimento alla sua attività di informazione senza fare appello alle fughe di notizie. É davvero possibile?
R. La moglie di Cesare deve essere al di sopra di ogni sospetto. Come si può avere fiducia in  un servizio che indaga sul rispetto da parte di altri di leggi e regole se non dimostra esso stesso di rispettarle, quelle leggi e quelle regole?  É la ragione per cui l'OLAF, pur avendole qualche volta anche subite al suo interno, ha sempre combattuto le fughe di notizie. Denunciandole e indagandole, quando possibile. Perché, non dimentichiamolo, viviamo per fortuna in un’Europa che é ancora lontana dalla perfezione, persino dall’umana perfezione, ma che, con tutti i limiti che l’Unione Europea può avere, resta ancora uno dei fari della giustizia, della legalità, della libertà e del rispetto dei diritti umani a livello planetario. Ed é in quest’Europa che personalmente  io fermamente credo e per la costruzione della quale sono onorato di prestare il mio servizio.
D. Come lavora la rete?
R. I membri dell'OAFCN si riuniscono regolarmente due volte l’anno, più una terza in un seminario di formazione. Effettuano poi azioni comuni di informazione per illustrare la collaborazione esistente tra i servizi di indagine degli Stati membri e l’OLAF, illustrando cioè i successi e non solo i limiti di questa cooperazione. Questa informazione significa anche prevenzione, contro frodi finanziarie troppo spesso percepite come crimini senza vittime, quando vittime lo sono invece tutti i cittadini.
D. Mi  sembra che anche l'OLAF sia stato talvolta oggetto di critiche, anche da parte di alcuni giornalisti. Perché?
R. Chi é senza critica scagli la prima pietra. E mi indichi un servizio investigativo che non ha mai subito critiche.
Per definizione un servizio investigativo genera sempre qualche scontento. C'é sempre chi, sotto inchiesta, si difende attaccando, a giusto o anche a ingiusto titolo. Cosí come c'é sempre chi, sempre a giusto o ingiusto titolo, può pensare di avere ragioni di lamentarsi per inchieste che invece non vengono fatte.
Ma é vero che in passato abbiamo anche dovuto fare fronte a campagne denigratorie che pochi, ma alquanto organizzati suoi colleghi, ci hanno invece indirizzato, a volte in modo ingiusto, e a volte con metodi che ci sono sembrati addirittura intimidatori.
D. Come vi siete difesi da tali attacchi?
R. Con la pazienza, la consapevolezza di fare il nostro dovere e, quando abbiamo pensato di avere fatto un errore, anche scusandoci. É capitato.
Per fortuna, la maggior parte del personale dell’OLAF, compreso quello che lavora nell’informazione e nella comunicazione, è stato formato e preparato per affrontare anche questo tipo di situazione: formato per essere il più possibile indipendente anche da pressioni esterne, comprese quelle dei media. Resistere alle pressioni mediatiche non significa, naturalmente, che non si dia grande importanza alle critiche fondate, che ci aiutano a migliorare la nostra struttura o rimediare ai nostri errori. Ma l’OLAF, come ogni serio servizio investigativo, deve mirare, nell’interesse dei cittadini, a che i suoi risultati siano valutati in funzione della loro concretezza e non solo della quantità di articoli positivi usciti sulla stampa. Ma difendendo sempre il diritto di avere una comunicazione dell'Ufficio, trasparente e indipendente.
D. Cosa significa indipendenza?
R. Significa tante cose. Per me significa soprattutto il rispetto delle regole e delle leggi. Ma significa anche saper resistere a molti condizionamenti. Che non sono solo il tentativo di corruzione. E la corruzione non significa solo ricevere del denaro. Significa essere al di sopra anche delle proprie ambizioni personali.
D. Difendendo anche il diritto di parlare all’opinione pubblica?
R. Difendendo il diritto-dovere di parlare solo con la bocca ufficiale e propria dell'Ufficio. Che implica il dovere che questa bocca resti sempre strettamente dipendente, come tutte le bocche dovrebbero esserlo, dalla testa del suo corpo. Una testa che, nel corpo OLAF è colui il quale ha la responsabilità legale della funzione investigativa dell’OLAF stesso, che, secondo la legge vigente, é il direttore generale dell’Ufficio. E questo, naturalmente, solo finché la testa, mi permetta l’eufemismo, rimane una testa sana. E l’unico metro che io conosco per valutare la salute delle istruzioni che da questo cervello arrivano a questa bocca, é quello del rispetto della legge, della legalità e dei diritti dei cittadini, siano essi vittime o soggetti sotto indagine.
          Gino  Falleri

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 15 Marzo 2010 15:48  

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