Siglato il protocollo d’intesa Saint Vincent tra il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e Journalist Association of Korea
In concomitanza con la visita di Stato del Presidente Giorgio Napolitano in Corea e all’inaugurazione del complesso fieristico Milano Design City ad Incheon,
Città dove è ubicato l’aeroporto Internazionale di Seul, con il volo KE 927 della Korean Air sbarcava all’Aeroporto di Milano Malpensa una delegazione di giornalisti della Corea del Sud, ospite in Italia del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti. La formalizzazione del protocollo di intesa “Saint Vincent”, il cui seme è stato gettato dall’ambasciatore d’Italia in Corea Massimo Andrea Leggeri, è il frutto di due incontri tra il Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti Lorenzo Del Boca ed il Presidente della Journalists Association of Korea Kim Kyung Ho e segna l’avvio dei rapporti di reciprocità professionali e culturali fra le due Istituzioni. Verosimilmente l’Associazione Coreana, intende avvalersi dei medesimi programmi adottati dal CNOG per la Cina, allo scopo di fare uscire il proprio Paese dall’oblio mediatico di cui malvolentieri gode. In effetti in Italia molto poco si conosce delle due Coree, se non per le due sconfitte subite dalla nostra nazionale, negandole così la permanenza nei Campionati del Mondiali di Calcio nelle due sessioni. Pochissimi sono invece al corrente degli ottimi rapporti commerciali che l’Italia intrattiene con la Corea del Sud, dove le nostre esportazioni sono fortemente in ascesa, al punto da occupare attualmente il secondo posto in Europa per volume di affari. E soltanto pochi addetti ai lavori sanno dei programmi di sviluppo e ricerca scientifica e tecnologica in essere tra alcune Università e Istituzioni delle due Nazioni. Il desiderio della JAK di avvalersi del CNOG, quale ponte per assicurare una più adeguata presenza della Corea su media Europei e su quelli dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, si è apertamente manifestato durante i lavori della 2009 World Journalist Conference e più specificatamente nella sezione “Korea past, today and tomorrow “ dove, dalle relazioni dei delegati delle 60 Nazioni presenti, ne è uscito un quadro piuttosto deludente in quanto a presenza mediatica di questo Stato nel Mondo. Durante i lavori che hanno fatto seguito alla cerimonia di benvenuto in Italia, è stato ribadito ai delegati della JAK la disponibilità del Consiglio Nazionale a fare la sua parte per onorare al meglio l’impegno sottoscritto. Il Presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti ha rappresentato, tra l’altro, la necessità di un confronto continuo tra i giornalisti di tutte le Nazioni per ricercare la strada maestra che indichi ai giornalisti il percorso da seguire per riappropriandosi del rispetto degli utenti, il cui rapporto in questo periodo risulta alquanto liso. Ma intanto il tempo passa ed occorre far presto perché il treno della vita non aspetta i ritardatari. In proposito ha anticipato l’intenzione di organizzare in Italia “I G dell’informazione”. L’evento sarà articolato in più sezioni: sicurezza, crisi finanziaria, fame nel mondo, e sopratutto metterà a confronto le diverse teorie che attengono alla sopravvivenza o meno del giornale nelle edicole. Gli ospiti si sono espressi favorevolmente all’iniziativa, anche per gli argomenti che saranno oggetto di interessanti approfondimenti e ancor più per le risultanze che emergeranno.
Nel corso della loro brevissima permanenza a Roma i colleghi Coreani sono stati ricevuti a Palazzo Madama dal Senatore Lucio Malan, componente del Consiglio di Presidenza e dal Direttore del TG3 Antonio Di Bella. I due autorevoli ospiti si sono intrattenuti con loro ed hanno risposto esaurientemente alle domande formulate, l’uno di carattere politico-istituzionale e l’altro a quelle attinenti alla professione; riconoscendo entrambi al Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti il merito di attuare iniziative di grande interesse che lo rendono attivo protagonista sullo scenario internazionale. La delegazione Coreana ha terminato la sua permanenza in Italia soddisfatta delle esperienze vissute e dei risultati conseguiti, certi che l’Ordine dei Giornalisti sarà un partner leale ed attivo anche per il rafforzamento dei rapporti di amicizia esistente fra i due popoli.
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